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ILHA DE FOGOTURISMO

Il villaggio che continua a sorgere dalle ceneri vulcaniche

Quattro anni sono passati dall’ultima eruzione del vulcano, radendo al suolo tutto quello che trovava sul suo percorso verso la valle Cha das Caldeiras di Capo Verde.

Ora dopo quattro anni le piastrelle dell’albergo casa Marisa sono ancora calde al tatto. Nei primi mesi dopo la ricostruzione i pavimenti erano così caldi che non si poteva camminare a piedi nudi.

La signora Lopes è una delle decine di imprenditori che giocano a braccio di ferro con il vulcano Pico do Fogo che sovrasta Cha das Caldeiras, la cui popolazione conta 500 abitanti.

Il vulcano genera la maggior parte del prodotto interno lordo della comunità del vulcano, attirando ogni anno circa 5000 turisti che hanno bisogno di letti, cibo e circa 30 guide turistiche che si guadagnano da vivere in questa remota parte dell’Africa occidentale.

Ma dall’altra parte del tavolo il gigante erutta una volta ogni 30 anni “sei volte negli ultimi 200 anni” distruggendo tutto sul suo cammino, colture, case e strade.

Il 23 novembre 2014, Lopes ha assistito impotente mentre il Pico, alto quasi 2 900 metri è scoppiato dopo un sonno di 19 anni.

La lava ha inghiottito il suo nuovo ostello turistico, l’omonima casa Marisa. Tre mesi dopo, ne costruì una nuova, di nuovo nella zona di flusso del cratere.

“È il vulcano che ci permette di vivere”, le eruzioni del Pico sono raramente mortali in termini di vita umana, il vulcano dà il vulcano prende. Prima distrugge le viti, poi fornisce terreno fertile per la semina di nuove viti. Queste producono vini, alcuni dei quali adatti al mercato d’esportazione.

Vivono aspettando la prossima eruzione, ma non importa: l’unica cosa che conta per loro è di essere a casa”.

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